CORSO DI OPERATORE DI STAZIONE RADIO AMATORIALE
L’Associazione Radioamatori Italiani – Sezione di NOCERA INFERIORE organizza, a partire da martedì 1 ottobre 2013 alle ore 19.30, il Corso di RADIOTECNICA ed ELETTRONICA …
L’Associazione Radioamatori Italiani – Sezione di NOCERA INFERIORE organizza, a partire da martedì 1 ottobre 2013 alle ore 19.30, il Corso di RADIOTECNICA ed ELETTRONICA …
Salve a tutti, come preannunciato dal titolo, questo mio primo articolo riguarda la misura dell’impedenza caratteristica di un cavo coassiale, ignota perchè sulla guaina non è presente alcuna indicazione, nè sul tipo, nè sul produttore. In base alle dimensioni geometriche del cavo è sorto il ragionevole dubbio circa il valore: 50 o 75 ohm?
Il cavo oggetto della misura è di buona fattura con dielettrico espanso e doppia schermatura (fogliola di alluminio argentato e calza di rame argentato). Il conduttore centrale è in rame.
Il dubbio è sorto allo scrivente proprio a causa del diametro del conduttore centrale: più piccolo del conduttore centrale di un cavo tipo RG-213 (50 Ω) e più grande del conduttore centrale di un cavo RG-11 (75 Ω). Come sappiamo l’impedenza caratteristica di una linea di trasmissione coassiale è funzione, sia del rapporto tra i diametri dei conduttori (centrale e esterno), sia della costante costante dielettrica dell’isolante. Dato che quest’ultima non è determinabile con certezza, piuttosto che calcolare l’impedenza caratteristica in base ai parametri fisici, è sembrato più sicuro misurare direttamente l’impedenza caratteristica del cavo in esame.
In base alla strumentazione disponibile si è scelto di utilizzare il metodo TDR (Time Domain Reflectometer), il quale richiede principalmente l’utilizzo di un oscilloscopio, di un generatore di impulsi rettangolari, un trimmer resistivo di 100 Ω, un comune ohmmetro digitale, e pochi altri accessori.
Tra le novità programmate per i prossimi mesi, il Socio Pio D’Ambrosio IW8CKZ sta preparando una serie di articoli inerenti le sue esperienze radioamatoriali. Gli …
PREMESSA
Questo lavoro, che mi accingo a descrivere per i lettori di RK Elettronica e i Soci della Sezione ARI di Nocera Inferiore, sembrerà quasi superfluo per un apparato di tal genere e di tal livello qualitativo.
Ma, c’è sempre un ma su tutto, anche su un apparecchio che è stato una ICONA nella storia degli apparecchi Radio Portatili con copertura continua delle gamme dai 150 Kc. ai 30 Mc.
Un attento ascoltatore delle onde corte, allorquando esplora le gamme, si accorgerà che tale apparecchio, nel traffico attuale, presenta qualche problema a causa dei ripetitori in FM 88-108 che devastano, con le notevoli potenze impiegate, le gamme delle onde corte degli apparecchi costruiti negli anni ’60, tranne quelle di qualche rara eccezione.
Il Braun T1000 presenta dei problemi di intermodulazione, e in particolare modo per chi risiede in città, sulle ultime 3 gamme, e cioè sulle frequenze dai 12 Mc. ai 30 Mc. ove le broadcast in FM entrano, con segnale spurio, senza pudore, a disturbarne l’ascolto.
Negli anni ’60 questi inconvenienti non esistevano in quanto le frequenze FM 88 – 108, in Italia, erano riservate ai soli tre programmi RAI, che, peraltro, avevano emissioni di relativa bassa potenza di emissione, e a livello sperimentale, fino all’inizio degli anni ‘70.
Inoltre il ricevitore presenta frequenza immagine sui 16 Mc. dai 17.500 – 18 Mc.
L’apparecchio sarebbe stato perfetto se avesse avuto uno stadio in più come amplificatore accordato in alta frequenza:
In tale caso sia le stazioni in FM che la frequenza immagine avrebbero avuto una vita molto difficile nei confronti del BRAUN T1000.
La sensibiltà, in onde corte, dell’apparecchio è ottima, con buona selettività, e buon comportamento del C.A.V. (Controllo Automatico di Guadagno).
Leggermente sordino, a mio parere, sulle onde lunghe e sulle onde medie.
Il giorno 27 Giugno 2013, presso la Sezione ARI di Nocera Inferiore, si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali per il …
Uno strumento di misura per il nostro laboratorio veramente indispensabile, dopo il provatransistor, è il provaMosFET.
Il Provatransistor lo si trova dappetutto, sulle riviste tecniche, in Kit e persino su alcuni multimetri digitali, ma di un circuito prova MosFET, funzionante a radiofrequenza, non sono riuscito a trovarne traccia sia in letteratura sia sul WEB, per cui ritengo il mio progetto assolutamente originale .
CIRCUITO ELETTRICO
Tale progetto è scaturito dalla necessità di testare un MosFET, che sospettavo essere difettoso, montato su un ricetrasmettitore per HF.
A questo punto ho dovuto studiare un dispositivo che mi permettesse di valutarne la efficienza di un buon funzionamento.
Dalle prove e studi effettuati, la configurazione a circuito di amplificazione di radiofrequenza a 455 Kc., è risultato il miglior compromesso tra semplicità costruttiva ed efficienza di funzionamento, testando il guadagno con il controllo variabile sulla polarizzazione del Gate 2.
Per assolvere a tale funzione ho dovuto prima realizzare un modulo con generatore di radofrequenza a 455 Kc., a transistore, da anteporre all’ingresso del Gate 1 del MosFET in prova, e poi un modulo di amplificazione a radiofrequenza di 455 Kc. per verificarne il funzionamento.
Tale generatore, pertanto, non è altro che un transistore, adeguatamente polarizzato in base, in circuto HARTLEY su induttanza di Media Frequenza a 455 Kc.
Dal link di uscita di tale induttanza viene prelevato il segnale ed inviato sul Gate 1 del MosFET in prova utilizzato, appunto, come amplificatore di radiofrequenza.
Il Drain del MosFET in prova ha il cicuito di uscita accordato sullo stesso valore della induttanza del circuito oscillatore, e, dal link di uscita di quest’ultimo, il segnale amplificato, raddrizzato e duplicato, viene inviato ad un galvanometro per una visualizzazione sulla sua scala analogica.
Il controllo di guadagno regolabile inserito, con un potenziometro di adeguato valore verso massa, sul Gate 2 permette di valutarne la efficienza.
In altri termini, il componente sotto prova viene utilizzato esattamente per la configurazione cui è stato progettato e strutturato.
Lo schema elettrico del provaMosFET allegato, ritengo, sia esaustivo per la comprensione del funzionamento dello strumento.
Scusate se esistiamo, e siamo tanti e numerosi ! Probabilmente qualcuno credeva che la non pubblicazione sulla rivista della 9th International DX Convention potesse offuscare …
La Sezione ARI di Nocera Inferiore ha il piacere di patrocinare, unitamente alle Sezioni di Avellino, Benevento, “Francesco Cossiga” e Portici, la 9th International DX …
16 – 04.11.2011 – Convocazione Ass. Straordinaria (24-25 Novembre)17 – 25.11.2011 – Verbale Ass. Straordinaria (25 Novembre)18 – 25.11.2011 – Nomina dei Delegati per l’Assemblea …
Pubblichiamo su, richiesta del nostro Socio, il Dott. Giuseppe Balletta I8SKG, l’avviso di ricevimento per la richiesta di una petizione europea per quanto concerne la “Dismissione Informazioni Radiofoniche RAI in Onde Medie”